“- E com’è? … Il mare, com’è?
Sorride Elisewin.
- Bellissimo.
- E poi?
Non smette di sorridere Elisewin.
- A un certo punto finisce.”
Alessandro Baricco, Oceanomare
Non m’interessa avere un buon lavoro.
Io avevo altre idee per la mia vita.
Non ho mai pensato di sposarmi, né di avere figli.
Per un po’ ho creduto che avrei potuto mettere su una band, che durasse anche poco. Oppure scrivere per qualche quotidiano. Ma mi mancava la stoffa per entrambe le cose. Mi mancava la stoffa per provarci.
Ho lasciato correre anche il desiderio d’insegnare, di raccontare e leggere favole ai miei nipoti.
Ho depositato tutte le mie insicurezze nelle mani di alcuni. E, come sempre accade, me ne hanno resistuite il doppio.
Non accetto un mucchio di cose. Non accetto la morte, l’ingiustizia, gli stronzi, i bugiardi. Non accetto che la vita “continui anche se”.
Non si possono passare gli anni migliori a piangersi addosso.
Eppure io non accetto me.
Sento il rumore del mio cuore
quando e’ in funzione per l’ennesima missione
nuove reazioni chimiche
nuove pulsazioni ad ogni nuovo distacco
la parvenza, l’illusione di ricominciare
senza conseguenze, senza macchie
ma ad ogni nuovo raffreddore
scompare sempre una minima dose di olfatto
chi ha subito un danno e’ pericoloso:
sopporta tutto
troppe emozioni rendono insensibili
troppe emozioni rendono impassibili
sarei stato in grado di comprendere
ogni castigo avesse avuto in se’ un valore
non c’e’ valore
se non c’e’ vanto nel dolore
chi e’ costretto ad ascoltare troppo
non vuole piu’ parlare
troppe emozioni rendono insensibili
troppe emozioni rendono impassibili
troppe emozioni…
Bluvertigo, Troppe Emozioni